La Romagna intesa come sistema unitario ed organizzabile. Il “pensare romagnolo” come unico atteggiamento possibile per uno sviluppo organico di questi territori. L’orgoglio di appartenenza ad una storia antica ed illustre, costellata di punte di eccellenza in tutte le “sette sorelle”, ossia i sette centri principali. Inoltre il gusto di incontrarsi, di discutere. La dialettica, la voglia di confronto e di cultura.
Tutto questo sta al centro della Società dell’Albero.
In un’epoca complicata come quella che ha preso forma, con potenti forze come la globalizzazione che mettono in discussione le identità e i “piccoli mondi”, l’attaccamento alle radici e alla propria realtà locale è una ricetta adeguata ed efficace per mantenere l’albero al sicuro dagli sradicamenti che le tempeste comportano. Ne sono testimoni quantomeno le esperienze di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda: realtà internazionali, potentemente proiettate nel quadro globale, ma con un attaccamento incredibilmente profondo alla propria storia, ai propri usi specifici, ai propri costumi. La Romagna, oggi, ha particolarmente bisogno di questo. Ha bisogno di riscoprire se stessa, nella sua potenza identitaria e nella sua profondità storica, per non venire dispersa in improbabili rimescolamenti. La Romagna ha bisogno di riconoscere l’importanza della propria identità per poter grazie ad essa dialogare con altri soggetti. Ed ha bisogno di riscoprire l’orgoglio. Orgoglio di essere un territorio che nei secoli è stato così spesso protagonista. Orgoglio di aver ospitato idee e progetti di caratura nazionale. Orgoglio, in definitiva, che dovrebbe coinvolgere tutti i romagnoli. Il corollario più immediato di questo orgoglio è un intreccio di lungimiranza ed ambizione. La Romagna può ambire ad essere molto di più di una propaggine meridionale della regione Emilia-Romagna. La Romagna può aspirare a molto più delle piccole briciole che negli ultimi decenni il “potere” le ha concesso. La Romagna può sperare di tornare una terra protagonista.
Per discutere di questi, e tanti altri temi, la Società dell’Albero organizzerà incontri, tendenzialmente semestrali, fra i soci, valorizzando al massimo le singole competenze di ciascuno. Vi saranno così incontri di tipo storico, economico, politico, culturale e quant’altro. Verrà data la giusta importanza alla territorialità articolata della Romagna, organizzando quindi le tornate in tutte le sette sorelle romagnole (Ravenna, Forlì, Rimini, Cesena, Imola, Faenza e Lugo). Non si escludono collaborazioni con realtà già esistenti.